Sandra & LINDA
- 4 giorni fa
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Ho scattato questa fotografia nel mio studio di Milano, alla fine di un lavoro.
A un certo punto ho proposto di realizzare un nudo.
Per me il nudo non e' mai provocazione: e' armonia, equilibrio, percezione.
Non credo che mostrare tutto sia necessariamente la parte più importante di uno scatto. Davanti a me c’erano due corpi completamente nudi, ma il mio intento non era esporre, bensì suggerire.
Volevo lasciare spazio all’immaginazione, creare la sensazione del nudo più che la sua evidenza.
La musica ha avuto un ruolo fondamentale. In studio risuonava Glory Box dei Portishead. Da lì è iniziato tutto: il lavoro sulla posa, sulla morbidezza delle mani e delle braccia, sulle labbra rilassate, sugli sguardi persi, sull’abbraccio. Cercavo una fragilità sospesa, qualcosa di intimo .
Ho fotografato con una Pentax 67, utilizzando un rullo 400 ISO tirato a 800, con un 80 mm a f/8 e un tempo di posa di 1/30 di secondo.Ma la vera particolarità di questa immagine è la luce.
Ho scelto di lavorare con tre tubi al neon: uno alto e due laterali, molto vicini ai soggetti. Una luce cruda, essenziale, quasi povera, ma incredibilmente efficace. Il neon non ha grande potenza né contrasti aggressivi; restituisce invece una base morbida, uniforme, facilmente modellabile. Guardando gli occhi si può intuire perfettamente il posizionamento delle luci.
La poca intensità luminosa mi ha costretto a tempi più lunghi, e questo ha dato alla fotografia una qualità quasi pittorica, più vicina a una presenza sospesa che a un’immagine “fermata”.
La parte più importante del lavoro, però, è arrivata sulla pelle. Ho utilizzato una crema mischiata a una polvere riflettente per creare punti luce direttamente sotto il neon. Non è un effetto costruito prima: nasce osservando la luce mentre lavora sul corpo. È lì che il contrasto prende vita, amplificando volumi e superfici senza perdere morbidezza.
La luce al neon ha qualcosa di unico: è semplice, imperfetta, ma capace di trasformare la pelle in materia viva. Una “luce povera”, forse, ma con un’anima profondamente cinematografica.



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