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chi
sono?

Sono Nato a Madrid, a 7 anni trasferito a Roma.

 

Ho vissuto qua e la, come si usava a cavallo

degli anni 70.

 

A 18 anni Irene Kung  mi regala la mia prima macchina fotografica.

Vivo dietro via Giulia in un piccolissimo studio, che presto trasformo in una camera oscura grazie agli insegnamenti di un’attempato signore che aveva un negozio di fotografia su Corso Vittorio Emanuele.

 

La fotografia mi illumina la vita.

Vedo tutto attraverso le foto,

perdendo velocemente il focus sull’universita' con massimo dolore della famiglia tutta.

 

A 20 anni conosco Arturo Patten, ritrattista sublime, estremo in tutto, appassionato della vita.

 

Mi racconta della sua fotografia, della luce, del vedere la luce, di sentire la luce… 

 

Stupendo, mi ritrae nel suo studio pieno di fondali neri. Avevo gli occhi spalancati!

 

Cercavo di capire, non sapevo nulla… non so nulla.

Ritratto di una ragazza con la lingua

Capisco la meraviglia di ritrarre persone e cosi’ con l'aiuto di Raffaele Curi  riesco a fotografare :

 

Lucia Bose’, Dario Argento , Giancarlo Menotti, Federico Zeri, Ennio Fantastichini, Margherita Buy,

Valentina Cortese, Enzo Siciliano, Alessandro Haber, Carlos Sainz, Juaquin Cortez, 

Rossy de Palma, Bigas Luna, Franchetti, Achille Bonito Oliva, Petra Galla, Dacia Maraini, Franca Valeri… e a farne un libro, “Soul Portaits”.

 

Ad una cena , in un palazzo Romano, di quelli maestosi ma un po scoloriti e rovinati dal tempo conosco Roberto Capucci, il grande maestro dell’ Alta Moda Italiana.

 

Un Signore fuori dal tempo, un creativo, amante della perfezione e del colore.

 

Gli chiesi di poter fotografare i suoi vestiti, capolavori.

 

Accettò con mia grande sorpresa!

 

Mi presentai nel suo Atelier a via Gregoriana con un proiettore da diapositive, un cavalletto e la macchina fotografica.

 

Quando mi vide esito’ un momento e mi disse :”Amedeo, ho fotografato con tutti grandi maestri, Avedon, Penn, Parkinson, ma mai nessuno si e’ presentato con un proiettore di diapositive per illuminare i miei vestiti”.

 

Tremai, facemmo le  foto. Poco dopo ebbi il mio primo lavoro per lui. 

Un libro per la sua mostra a Palazzo delle Esposizioni.

 

Un mese di lavoro intensissimo dove mi racconto’ aneddoti e mi spiego’ le linee di costruzione di un abito, di come…questa e’ un’altra storia.

Mani contro sfondo bianco

Incomincio da zero, senza contatti, pochi denari in tasca e senza in realta' sapere nulla sulla fotografia.

 

Mi ricordo solo di quando arrivato a Milano alzo gli occhi verso il cielo grigio e nebbioso di una sera Milanese e realizzo che sono contento.

 

Comincio a fotografare modelle e modelli. Tanti servizi fotografici (test) con mille errori.

 

Era sempre , quasi tutti i giorni foto. 

 

Dormo in uno studio che affitto con un amico… non c’era  acqua calda, ma questo non era un problema.

 

Un giorno un Antonello  mi dice :” Amedeo, basta test ,comincia a lavorare”

 

E cosi’ grazie al suo “consiglio” comincio a lavorare.

Amica con Claudia Carretti, Elle Italia con Micaela Sessa, W magazine, collaboro con Claudio dell’Olio e Daniele Basilico 

 

E poi il backstage delle sfilate a Milano. 

 

Quando tutti i fotografi dovevano uscire dal back stage restavamo solo  in due. Io per W USA e Roxanne Lowit  per Vogue America.

 

Tom Ford disegnava Gucci, chissà dove ho messo il suo ritratto scattato per W.

 

Fantastico, anni di lavoro e divertimento, divertimento e lavoro.

Foto di New York atterrando con l'aereo di notte

sono nuovamente ad un bivio.

Puoi lavorare ovunque quando sei giovane ed incosciente.

 

Decido di trasferirmi a New York , piu’ complicato che Roma o Milano, ma metto tutto in una valigia e parto.

 

Wow facevo parte di una di quelle mille luci di Manhattan. Lavoro intensamente. Il grande magazzino delle West Coast Neiman & Marcus mi ingaggia...

 

4 agenzie nel mondo che mi rappresentano. Un mondo incredibile.

 

Los Angeles, NY, Parigi, Madrid, Milano. Questa era la mia rotta.

 

11 Settembre 2001. Sappiamo tutti quello che e’ successo. Una giornata stupenda, con il sole ed il cielo blu. 

 

Meravigliosa NY ferita . Il piu’ incredibile e terrorizzante spettacolo che ho mai visto nella mia vita.

Dopo due anni parto, e mi trasferisco a Parigi. 

Sono adulto , ho viaggiato, vissuto, conosciuto ,sofferto. 

 

La fotografia non e’ solo click  ma anche passione, amore, tristezza, luce, felicita’, musica, bellezza, follia.

 

Tanti giornali e collaborazioni. 

 

Poi finalmente lavoro con Topolino, il piu’ grande e folle truccatore che io abbia mai conosciuto. 

Bravo e’ riduttivo, folle anche. 

 

Magnifico artista. 

Parigi mi tiene stretto. 

Con Bettina Casanova scatto per Conde Nast.

Con Paola Salvatore Monica Bellucci,

Isabelle Huppert , Rosario Dawson per io Donna, Steve Vai per Rouge…

 

La Bellucci sul set a Superstudio a Milano, con i gioielli di Cartier , le guardie armate fuori dalla porta…

 

Isabelle Huppert a Parigi, Topolino, John Nollet un super team.

Succedono tante cose. Conosco Giada, mi innamoro per la prima volta nel modo giusto, nasce mio figlio Gioacchino.

Torniamo in Italia.

 

E ora e’ ora.

Foto di moda con la modella Inga Savits che cammina di notte vestita di nero

la mia idea di fotografia

Ho un account su Instagram con  1000 follower. 

Ci sono pessimi fotografi che ne hanno migliaia.

 

Mi devo reputare un pessimo fotografo? Non credo che l’hashtag renda la foto piu’ bella, non credo nel giudizio di migliaia di persone.  

 

Non penso che tale filtro renda la donna piu’ bella o che quella curva di colore che va di moda renda la foto piu' modaiola.

 

Penso che tutto questo renda tutti piu’ uguali e la bellezza della fotografia e’ la diversita'. 

 

La diversita' e' nell’arte e nella testa delle persone.

 

Credo che la piu’ grande forma di evoluzione avvenga per errore. 

Steve Hiett mi racconto’ che 

costrui' la sua carriera per un errore.

 

Non credo nella super qualita', non mi piace la iper incisione. 

 

Mi emoziona, in un servizio dove elaboriamo la finzione, uno sguardo vero.

 

Forse sono un dinosauro della fotografia, ho imparato con i rullini e le polaroid.

 

Ora ho la liberta' del digitale. Mi piace controllare tutto il mio lavoro dallo scatto alla stampa.

 

Non ho parametri che rispetto, rispetto sempre l’emozione che mi trasmette un’immagine. 

 

Non parlo mai di fotografia.

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